Giornata molto intensa, quella di ieri. Sì, perchè, oltre ad essere diventato zio per la seconda volta, ho finalmente avuto la possibilità di conoscere personalmente una donna straordinaria: Valerie Tasso. Autrice del best seller “Diario di una ninfomane” (da cui è stato tratto l’omonimo film), un testo completamente autobiografico, che ho letto e riletto svariate volte perchè la storia s’incentra attorno ad una relazione con una persona “disturbata” e, quindi, dalle conseguenze devastanti. Proprio ciò che accade a Francesco con Sylvie, nel mio “Ti odio da morire”.
Tanto per capirci, ecco un estratto in cui Valerie parla di Jaime, ovvero l’uomo che le ha stravolto l’esistenza:
“C’è da dire che Jaime soffriva di disturbi bipolari della personalità. Un momento era allegro e sensibile e poi diventava furibondo e violento. Ma nonostante ciò si è comportato come uno stronzo, perché è vero che si può stare male – nella società contemporanea molti soffrono di disturbi di vario genere – ma lui ha fatto delle cose molto brutte, ha preso tutti i miei soldi lasciandomi quasi sul lastrico, mentiva e sniffava cocaina in continuazione…“
Su quella terribile esperienza Valerie si è ricostruita, attraversando una lunga fase introspettiva (che l’ha addirittura portata sulla strada della prostituzione), una sorta di lungo e doloroso viaggio alla fine del quale, però, ha compreso fino in fondo se stessa ed il reale valore della vita e della libertà. Scherzando, le ho detto che dovremmo ringraziare le persone che ci hanno fatto soffrire perchè, in un certo senso, è come se ci avessero resi liberi. Certamente un bell’argomento sul quale discutere… tu cosa ne pensi?
Per concludere voglio ringraziare pubblicamente Valerie per le bellissime parole d’incoraggiamento che mi ha scritto mentre ancora stavo lavorando al mio “Ti odio da morire”, parole autentiche dalle quali è stato facile intuire il valore della persona, prima che della scrittrice.
Ieri mi è bastato guardarla negli occhi per averne conferma.
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