I MIEI PRIMI 35 ANNI
2 magEh già, con oggi siamo a 35 primavere, che non sono tantissime ma nemmeno poche. In questi casi è molto facile finire col fare retorica, ma la cosa non m’interessa: voglio fermarmi per un attimo a riflettere, sì, perché trovo fondamentale prenderci il tempo necessario per capire cosa stia realmente accadendo nel profondo di noi stessi e, perché no, approfittarne per fare un sano esame di coscienza.
Comincio col dire che mi ritengo un privilegiato, perché sono cresciuto in una splendida famiglia, in compagnia di amici meravigliosi, trascinato da una passione che non ha mai smesso d’infiammarmi il cuore.
Certo, chi di noi non ha qualche piccolo rimpianto, ma si tratta di ben poca cosa, d’altra parte sono sopratutto gli errori a farci crescere e, se nella mia vita ne ho commessi parecchi, posso anche dire di aver sbagliato in buona fede, magari in alcuni casi spinto dalla mia cocciutaggine ed in altri da una certa ingenuità, ma sempre credendo di essere nel giusto. Allo stesso tempo – pur tenendo i piedi ben piantati per terra – se mi guardo indietro, sono molte le cose delle quali mi sentirò per sempre orgoglioso, emozioni impagabili, capaci di tramutare in energia positiva ogni sforzo ed ogni sacrificio, compresi alcuni gratuiti attacchi personali.
Tutto questo rafforza, in me, l’idea che la vita abbia davvero un senso solo se siamo realmente capaci di trovare il coraggio di lottare a viso aperto per le idee in cui crediamo e per le persone che amiamo, senza calcoli opportunistici e senza pensare delle conseguenze che questo potrebbe comportare. Ma solo alle porte che ci potrebbe aprire.
Alessandro Nardone
A Radio Deejay si parla di “Ti odio da morire”: Alessandro Nardone da Platinette
12 dicUna Platinette decisamente incuriosita dalla trama del romanzo incalza Alessandro Nardone sulle motivazioni che lo hanno spinto a scrivere una storia d’amore che, per molti aspetti, è da considerarsi autobiografica.
E’ PARTITA LA CAMPAGNA: VOTA TI ODIO DA MORIRE!
9 ott
Una sfida all’ultimo click, vince il romanzo che totalizza il numero maggiore di accessi alla sua pagina. Per gli aficionados della sintesi è senz’altro questa la descrizione migliore per la prima edizione del “Premio Letterario Click 2010”, concorso con il quale Arduino Sacco – autentico talent scout, prima che editore – mette in palio un vero sogno: la distribuzione del proprio romanzo (sin qui venduto in proprio dagli autori o tramite internet) in ben cinquanta librerie sparse su tutto il territorio nazionale. Tutto sommato non rimarranno a bocca asciutta nemmeno gli autori che occuperanno i gradini più bassi del podio che, infatti, si aggiudicheranno un bel numero di copie (rispettivamente 50 e 20) del proprio scritto.
Il concorso è cominciato il primo settembre scorso e si concluderà il trentuno dicembre: gli autori hanno a disposizione tre mesi interi per pubblicizzare nel migliore dei modi la pagina web del loro romanzo. Tra questi c’è il comasco Alessandro Nardone con il suo “Ti odio da morire” – la cui presentazione è del rocker lariano Simone Tomassini – che, pur avendo cominciato con un gap di circa venti giorni rispetto agli altri concorrenti, è balzato immediatamente al secondo posto della classifica generale: “Innanzitutto tengo a ringraziare pubblicamente il mio editore (Arduino Sacco, NdR) per questa splendida iniziativa, che risalta il suo impegno per la diffusione della cultura cosiddetta “alternativa” e della conseguente valorizzazione dei giovani autori – afferma Nardone – per quanto riguarda la mia partecipazione al concorso, posso dire di essere davvero molto fortunato, essenzialmente per due motivi: il primo è che, attorno al mio romanzo, si è creata una vera e propria community sul web, ed il secondo è che ho tante amiche e tanti amici che mi stanno sostenendo. Colgo quest’occasione per dire a tutti loro che ciò che stanno facendo mi onora, e che non li ringrazierò mai abbastanza per aver deciso di correre al mio fianco, all’inseguimento di questo sogno”.
Votare il suo “Ti odio da morire” è davvero molto semplice, basta cliccare su questo link: http://www.arduinosacco.it/product.php?id_product=290
Certo, quello di Alessandro Nardone (che il ventitre luglio scorso ha presentato il suo romanzo al salotto letterario di “All’ombra del Colosseo”) non sarà un compito facile ma, conoscendolo, siamo sicuri che batterlo sarà un’impresa ardua per chiunque.
IltalianPeople.info
Alessandro Nardone incontra Valerie Tasso
24 magGiornata molto intensa, quella di ieri. Sì, perchè, oltre ad essere diventato zio per la seconda volta, ho finalmente avuto la possibilità di conoscere personalmente una donna straordinaria: Valerie Tasso. Autrice del best seller “Diario di una ninfomane” (da cui è stato tratto l’omonimo film), un testo completamente autobiografico, che ho letto e riletto svariate volte perchè la storia s’incentra attorno ad una relazione con una persona “disturbata” e, quindi, dalle conseguenze devastanti. Proprio ciò che accade a Francesco con Sylvie, nel mio “Ti odio da morire”.
Tanto per capirci, ecco un estratto in cui Valerie parla di Jaime, ovvero l’uomo che le ha stravolto l’esistenza:
“C’è da dire che Jaime soffriva di disturbi bipolari della personalità. Un momento era allegro e sensibile e poi diventava furibondo e violento. Ma nonostante ciò si è comportato come uno stronzo, perché è vero che si può stare male – nella società contemporanea molti soffrono di disturbi di vario genere – ma lui ha fatto delle cose molto brutte, ha preso tutti i miei soldi lasciandomi quasi sul lastrico, mentiva e sniffava cocaina in continuazione…“
Su quella terribile esperienza Valerie si è ricostruita, attraversando una lunga fase introspettiva (che l’ha addirittura portata sulla strada della prostituzione), una sorta di lungo e doloroso viaggio alla fine del quale, però, ha compreso fino in fondo se stessa ed il reale valore della vita e della libertà. Scherzando, le ho detto che dovremmo ringraziare le persone che ci hanno fatto soffrire perchè, in un certo senso, è come se ci avessero resi liberi. Certamente un bell’argomento sul quale discutere… tu cosa ne pensi?
Per concludere voglio ringraziare pubblicamente Valerie per le bellissime parole d’incoraggiamento che mi ha scritto mentre ancora stavo lavorando al mio “Ti odio da morire”, parole autentiche dalle quali è stato facile intuire il valore della persona, prima che della scrittrice.
Ieri mi è bastato guardarla negli occhi per averne conferma.



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